IL ROMANZO · EDIZIONE NARRATIVA

Il Mondo
che non c’è

Nel 2500, una scossa a Porretta apre una storia di persone, lavoro e scelte civiche. Il futuro comincia da una domanda condivisa.

Anno d’inizio
2500
Capitoli
26
Edizione
Narrativa · 2026
Copertina di Il Mondo che non c’è, edizione narrativa, di Girolamo Papagni
La copertina dell’edizione narrativa
Luoghi reali. Un futuro immaginato.Scopri gli altri libri
01 / TRAMA

Da una scossa,
una domanda sul mondo.

Nel 2500, una piccola scossa attraversa Porretta. Per Elena è soltanto l’inizio di una giornata di lavoro: una chiamata, una bambina in attesa di cure, una regola che non funziona come dovrebbe.

Negli anni che seguono, Elena, Andrea, Nala e Marta si trovano davanti a una domanda sempre più difficile: come si possono affrontare problemi che attraversano ogni confine senza consegnare tutto il potere a un’unica istituzione?

Tra crisi, dissensi, documenti e scelte civiche prende forma un futuro possibile. Non perfetto e non inevitabile, ma abbastanza concreto da meritare di essere immaginato.

Una storia di persone, di lavoro, di luoghi reali, di idee e di incontri che mostrano come un altro mondo sia possibile, anche se oggi ancora non c’è.

Dalla quarta di copertina dell’edizione narrativa.

Leggi l’inizio del prologo

17 APRILE 2500

Elena aprì la finestra. Porretta dormiva ancora.

La prima luce scendeva lungo i fianchi delle montagne e raggiungeva il fondovalle, dove il Reno continuava a seguire il suo corso tra le case. Cinquecento anni avevano cambiato quasi tutto, ma non erano riusciti a cambiare il profilo dell’Appennino.

Elena inspirò profondamente. Le piaceva quell’ora, prima delle voci, prima dei collegamenti, prima che i piccoli mezzi silenziosi cominciassero a muoversi per le strade. Per qualche minuto il paese sembrava appartenere soltanto al fiume e alle montagne.

LE EDIZIONI

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I LUOGHI DEL ROMANZO

Dall’Appennino al mondo

Luoghi reali e comunità immaginate nel 2500: un viaggio attraverso le persone, il lavoro e le domande della storia.

Porretta Terme — fotografia dai materiali del libro

Porretta Terme

Il paese da cui prende avvio la storia di Elena. L’acqua, gli incontri e la vita quotidiana dell’Appennino diventano il punto di partenza di domande che attraversano il mondo.

Ponte della Venturina — fotografia dai materiali del libro

Ponte della Venturina

La scuola dell’infanzia e la comunità richiamano il valore della cura e dei servizi vicini alle persone. Un luogo dove le scelte collettive toccano la vita di ogni giorno.

Lago di Suviana — fotografia dai materiali del libro

Lago di Suviana

Il lago e la diga portano nel racconto il paesaggio dell’Appennino. L’acqua lega il territorio alle domande su ambiente, risorse e responsabilità condivise.

PORRETTA TERME · IL MERCATO DEL SABATO

Un paese che si incontra

Nel capitolo 24, Chiara accompagna Mariama a Porretta di sabato. Il mercato cambia il volto del centro: fra incontri, pasta fresca e gesti tramandati, la ragazza scopre una comunità che continua a riconoscersi nelle proprie abitudini.

Nel futuro del romanzo, le mani che tirano la sfoglia e chiudono i tortellini conservano un sapere vivo. Il mercato diventa un luogo dove conoscere gli altri, scambiare e sentirsi parte del paese.

«Ci era già stata, ma non di sabato. Che cosa cambiava? Chiara sorrise: lo avrebbe visto.»

Capitolo 24 · Diciassette persone e una parola comune
I sapori incontrati nel romanzo

Il lavoro e la memoria · Emilia-Romagna e Puglia

Imola

La ricerca nell’archivio civico riporta alla luce le tracce del lavoro e dei trasferimenti. La memoria di una famiglia incontra quella della città.

Modena

Meccanica agricola, ricerca e storia industriale accompagnano il confronto sul futuro del lavoro. Dietro ogni trasformazione ci sono persone, salari e famiglie.

Maranello

È il mondo delle officine di Andrea e Livia Ferri. Qui la riconversione industriale diventa una discussione concreta fra lavoratori, mentre la musica trova la propria voce.

Manfredonia

L’emergenza nel golfo porta Elena e Marta fra soccorsi, famiglie e attività da proteggere. La città mostra quanto contino il coordinamento e la solidarietà.

Monte Sant’Angelo

Le alture e il santuario di San Michele accolgono chi cerca riparo dalla costa. Nel momento della paura, la comunità diventa un luogo di protezione.

San Giovanni Rotondo

La Casa Sollievo della Sofferenza entra nella storia attraverso il lavoro di Marta. Curare significa anche accompagnare, ascoltare e dare risposte alle famiglie.

Siponto

L’area archeologica custodisce la memoria di una città e delle persone che l’hanno abitata. Il passato aiuta i protagonisti a interrogarsi su ciò che un territorio conserva.

Oltre i confini

Kijani · Africa

Una comunità immaginata nel futuro, al centro della missione di Elena e Marta. L’accesso all’acqua rende concrete le domande sulla giustizia e sui bisogni essenziali.

Dakar

Da qui Amina contribuisce ai progetti di cooperazione. La sua voce porta nel confronto l’esperienza africana e la necessità di costruire insieme.

Bonn

Il lavoro di Marcus sulle istituzioni federali lega la città al dibattito su regole, potere e responsabilità democratica.

Amman

Da Amman Tariq segue le infrastrutture condivise. Acqua, energia e servizi diventano occasioni per collaborare oltre i confini.

Samarcanda

La città ospita il confronto con la Federazione Asiatica. Fra architetture storiche e futuro immaginato, i protagonisti discutono cooperazione e fiducia.

Oceania

Le isole e le comunità oceaniche allargano lo sguardo del romanzo. Ambiente, mare e migrazioni mostrano quanto siano legate le vite di territori lontani.

Le descrizioni raccontano il ruolo dei luoghi nell’opera di finzione. Le fotografie mostrano i paesaggi e i luoghi dei materiali del libro, non il loro aspetto nel 2500.

I SAPORI DEL ROMANZO

Il futuro ha memoria
anche a tavola.

Quattro sapori attraversano il racconto: piccoli gesti di casa, amicizia e condivisione.

Tortino di PorrettaImmagine: Dino Corsini

PORRETTA TERME

Tortino di Porretta

Un dolce legato alla memoria del paese e al piacere di ritrovare il sapore di casa.

«Elena aprì il proprio tortino e sentì il profumo del limone.»

Capitolo 10 · Il sapore di casa e il richiamo del golfo
Scopri la tradizione

Dino Corsini

TRADIZIONE EMILIANA

Tortellini

La pasta fatta a mano diventa un incontro fra generazioni e culture: gesti antichi che conservano il loro valore nel futuro.

«Eppure lì alcune persone continuavano a tirare la sfoglia e chiudere piccoli tortellini con le dita.»

Capitolo 24 · Diciassette persone e una parola comune
Scopri la tradizione

Turismo in Pianura · Città metropolitana di Bologna

Ricciole di Imola con rosmarinoImmagine: DeCo Bologna

IMOLA

Ricciola di Imola

La girella salata e sfogliata accompagna una pausa dopo la visita agli archivi e all’autodromo. Una piccola condivisione rende il luogo parte dell’amicizia.

«Marta scelse una ricciola: una girella salata, sfogliata, con rosmarino.»

Capitolo 9 · La città delle tracce
Scopri la tradizione

Turismo Area Imolese

Pane di Monte Sant’AngeloImmagine: PAT Puglia

MONTE SANT’ANGELO

Pane di Monte Sant’Angelo

Nel forno antico, una pagnotta ancora tiepida racconta il tempo, la pazienza e una ricetta passata di mano in mano.

«Marta ed Elena entrarono e comprarono una grande pagnotta ancora tiepida.»

Capitolo 11 · I nomi, la memoria e il pane
Scopri la tradizione

Ente Parco Nazionale del Gargano

IL LAVORO NEL ROMANZO

Dietro ogni cambiamento,
ci sono persone.

Fabbriche, officine, campi, ospedali e piccoli forni raccontano competenze, dignità e responsabilità.

Nel futuro immaginato, il lavoro continua a legare le persone ai luoghi. La memoria industriale di Imola e Modena incontra le domande su ciò che produrre significherà domani.

Fabbriche e memoria industriale

MEMORIA E FUTURO

Benati · Imola

Escavatori, fotografie e testimonianze conservano la memoria degli operai. La storia industriale diventa una ricerca sulle persone che l’hanno vissuta.

Nel romanzo: Capitolo 9 · La città delle tracce

Riferimento per approfondire
I primi anni del Gruppo Benati

Storia aziendale pubblicata da Benati Group.

MEMORIA E FUTURO

New Holland · Imola

La chiusura dello stabilimento e i trasferimenti mostrano come una decisione industriale attraversi la vita delle famiglie. La cartella dei Ferri lega Imola a Modena.

Nel romanzo: Capitolo 9 · La città delle tracce

Riferimento per approfondire
Imola, chiude la CNH

Il Fatto Quotidiano, 1 giugno 2011: la chiusura dello stabilimento e le prospettive dei lavoratori.

MEMORIA E FUTURO

CNH · Modena

La memoria dei trasferimenti incontra la meccanica agricola e la ricerca. Il romanzo chiede come distribuire i benefici delle trasformazioni produttive.

Nel romanzo: Capitoli 8–9 · Lavoro, territori e memoria

Riferimento per approfondire
L’odissea alla CNH Modena per 80 lavoratori imolesi

Gazzetta di Modena, 31 ottobre 2011: i trasferimenti da Imola e le difficoltà dei lavoratori.

MEMORIA E FUTURO

Le officine di Maranello

Andrea e Livia portano nel dibattito la voce dei lavoratori e le domande sulla riconversione industriale. Competenze, orari e dignità contano quanto gli impianti.

Nel romanzo: Capitolo 8 · Andrea fuori dalla fabbrica

Riferimento per approfondire
Nei racconti degli operai rivive il mito del Cavallino

Il Resto del Carlino: testimonianze di operai, tornitori, fresatori e tecnici che hanno lavorato a Maranello.

Dagli aratri agli escavatori gialli · La storia dietro il romanzo

La memoria industriale di Imola accompagna il viaggio dei personaggi. Negli archivi del romanzo, fotografie di macchine e lettere di lavoratori raccontano una trasformazione che ha attraversato anche le famiglie.

Una storia che comincia con la meccanica agricola

Il nome Benati affonda le proprie radici nell’officina fondata a Imola da Andrea Benati nel 1887. Nel 1961 Renato Bacchini dà impulso al Gruppo Benati, legato alla produzione di macchine movimento terra. Gli escavatori azzurri diventano parte della memoria industriale del territorio.

I marchi cambiano, le competenze restano

La storia prosegue nell’orbita Fiat, attraverso riorganizzazioni e cambi di marchio. Nel 2005 diverse attività del gruppo vengono riunite sotto il marchio New Holland Construction. Nel racconto, alle fotografie delle macchine azzurre si affiancano quelle dei mezzi gialli.

La chiusura e le persone

Nel 2011 si chiude l’attività dello stabilimento CNH di Imola. La vicenda continua con gli ammortizzatori sociali e i trasferimenti di lavoratori a Modena, documentati anche negli anni successivi. Per il romanzo, questa storia non è soltanto una successione di date: è il cambiamento degli orari, delle distanze e della vita delle famiglie.

Il luogo cambia, la memoria continua

Nell’autunno 2021 l’area viene acquistata da Cuti-Consai. Nel febbraio 2023 le cronache documentano lavori di demolizione e progetti per nuovi servizi legati ai trasporti. La trasformazione del luogo rende ancora più importante conservarne testimonianze e documenti.

Riferimenti per approfondire

Questo approfondimento riguarda la storia reale del territorio. I personaggi e le trasformazioni ambientate nel futuro appartengono alla finzione narrativa.

Mestieri e persone

Ambiente e acqua

Elena, Nala e i tecnici affrontano il rapporto fra risorse, territorio e bisogni. Analisi e gestione dell’acqua diventano responsabilità verso le comunità.

Medicina e cura

Marta passa dagli studi al lavoro sanitario. Soccorrere significa anche accompagnare, ascoltare e dare risposte ai familiari.

Agricoltura e manutenzione

Coltivare i campi, riparare e mantenere gli impianti rende possibili i servizi quotidiani. Il sapere pratico continua a contare nel futuro.

Archivi e memoria

Gli archivisti conservano documenti che restituiscono nomi e vicende a chi ha lavorato prima. Una lettera può aprire la storia di una famiglia.

Pesca e artigianato alimentare

Pescatori, fornai e mani che chiudono tortellini custodiscono il sapere dei territori. Il lavoro attraversa anche i piccoli gesti della vita quotidiana.

«Se avessero raccontato soltanto i trattori, avrebbero perso le persone che li costruivano.»

Il Mondo che non c’è · Capitolo 9

I collegamenti rimandano alla storia e alla realtà dei territori. Le attività e le trasformazioni ambientate nel 2500 appartengono al romanzo e non descrivono programmi delle aziende citate.

Le letture consigliate nel libro
04 / MULTIMEDIA

La storia, in immagini e musica.

EDIZIONE NARRATIVA · 45 SECONDI

Il trailer

La presentazione del romanzo attraverso la copertina e il testo della quarta.

Apri il video separatamente

LA CANZONE DEL ROMANZO

Il Mondo che non c’è

Il video musicale accompagna la storia. Nel romanzo, Andrea Ferri dà voce alla canzone e Marta lo accompagna nel ritornello.

La musica e la voce della registrazione, così come l’immagine del gruppo, sono state realizzate con intelligenza artificiale. I protagonisti appartengono alla finzione narrativa.

Apri il video separatamente
STAMPA E CONDIVISIONI

Parlano del libro

Articoli, segnalazioni e luoghi in cui Il Mondo che non c’è incontra i lettori.

ILSIPONTINO.NET

Schermata autentica del titolo e della data dell’articolo di IlSipontino sul romanzo di Girolamo Papagni

Schermata del titolo ·

SEGNALAZIONE CULTURALE · REDAZIONE

Manfredonia, Siponto
e Monte Sant’Angelo.

IlSipontino dedica un articolo al romanzo e al suo legame con il Gargano, riportando anche le parole dell’autore.

Leggi l’articolo su IlSipontino ↗

STATO QUOTIDIANO

Schermata autentica del titolo dell’articolo dedicato a Il Mondo che non c’è di Girolamo Papagni

Schermata del titolo ·

PRESENTAZIONE GIORNALISTICA

Il futuro, le comunità,
le radici dei luoghi.

Stato Quotidiano presenta il romanzo e il suo legame con l’Appennino, Imola e la Puglia.

Leggi l’articolo originale ↗

IL LIBRO SU FACEBOOK

Le storie incontrano i lettori.

Girolamo Papagni presenta il romanzo anche nei gruppi pubblici dedicati a chi scrive e a chi legge.

07 / PERSONAGGI

Le persone della storia

29 personaggi, i loro volti e il loro ruolo.
Seleziona un ritratto per ingrandirlo.

I personaggi appartengono alla finzione narrativa. Tutti i ritratti sono immagini immaginarie generate con intelligenza artificiale; le descrizioni presentano i ruoli senza svelare il finale.

I protagonisti

Ritratto immaginario di Elena Rostova, generato con IAIngrandisci

Elena Rostova

Si occupa di analisi ambientale territoriale a Porretta. È volontaria nei soccorsi e collega i problemi dell’acqua, del territorio e delle comunità alle grandi scelte sul futuro.

Ritratto immaginario di Marta Bellini, generato con IAIngrandisci

Marta Bellini

All’inizio della storia ha 24 anni ed è all’ultimo anno di medicina a Bologna. Il primo soccorso e le missioni la mettono a contatto con persone e luoghi lontani.

Ritratto immaginario di Nala Kamara, generato con IAIngrandisci

Nala Kamara

Responsabile e mediatrice delle risorse idriche a Kijani. Mostra come le decisioni sull’acqua incidano sulla vita quotidiana e dà voce alla sua comunità.

Ritratto immaginario di Andrea Ferri, generato con IAIngrandisci

Andrea Ferri

Lavoratore a Maranello e rappresentante dei lavoratori, è il padre di Livia. Suona la chitarra, ama il blues e il soul e dà voce alla canzone del romanzo.

Ritratto immaginario di Livia Ferri, generato con IAIngrandisci

Livia Ferri

Figlia di Andrea, segue il lavoro e la riconversione produttiva a Maranello. Porta nel confronto l’attenzione ai costi, ai contratti e alla manutenzione.

Ritratto immaginario di Marcus Reed, generato con IAIngrandisci

Marcus Reed

Esperto delle istituzioni federali a Bonn. Si confronta con le regole comuni, i limiti del potere e la responsabilità di chi prende le decisioni.

Ritratto immaginario di Amina Diallo, generato con IAIngrandisci

Amina Diallo

Lavora ai progetti di cooperazione a Dakar. Mette in relazione le comunità e le istituzioni, cercando di avvicinare le scelte pubbliche ai bisogni delle persone.

Ritratto immaginario di Tariq Mansour, generato con IAIngrandisci

Tariq Mansour

Ingegnere di Amman, si occupa di infrastrutture condivise e acqua. Chiede criteri concreti per tradurre le proposte di cooperazione in progetti realizzabili.

Ritratto immaginario di Helena Ward, generato con IAIngrandisci

Helena Ward

Osservatrice europea per la sicurezza a Bonn. Si occupa di riconversione militare e verifiche indipendenti, con attenzione alla protezione dei civili.

Le federazioni

Ritratto immaginario di Amara Okafor, generato con IAIngrandisci

Amara Okafor

Presidente della Federazione Africana. Porta nel confronto tra le federazioni il tema dell’acqua e delle condizioni delle comunità africane.

Ritratto immaginario di Mei Lin Zhao, generato con IAIngrandisci

Mei Lin Zhao

Presidente della Federazione Asiatica. Interroga le proposte comuni e rivendica una cooperazione costruita insieme, senza imposizioni dall’esterno.

Ritratto immaginario di Gabriel Ortega, generato con IAIngrandisci

Gabriel Ortega

Presidente della Federazione Americana. Chiede responsabilità e verifiche: la fiducia tra istituzioni deve poggiare su impegni controllabili.

Ritratto immaginario di Moana Te Rangi, generato con IAIngrandisci

Moana Te Rangi

Presidente della Federazione Oceaniana. Richiama la perdita delle isole, l’innalzamento dei mari e le migrazioni legate ai cambiamenti ambientali.

Ritratto immaginario di Johann Keller, generato con IAIngrandisci

Johann Keller

Presidente della Federazione Europea. Partecipa al confronto sulla cooperazione tra federazioni e sulla gestione condivisa dell’acqua.

Le voci del voto

Ritratto immaginario di Moussa Sarr, generato con IAIngrandisci

Moussa Sarr

Lavoratore agricolo dell’Africa occidentale, ha 52 anni. Valuta le proposte a partire dall’irregolarità dell’acqua e dalle esigenze concrete del lavoro nei campi.

Ritratto immaginario di Giulia Moretti, generato con IAIngrandisci

Giulia Moretti

Operaia di Maranello, ha 39 anni. Dopo anni nella produzione di componenti militari, vive la riconversione dell’Anello Blu pensando al salario e alla sicurezza del lavoro.

Ritratto immaginario di Leila Rahman, generato con IAIngrandisci

Leila Rahman

Studentessa bengalese di ingegneria idrica, ha 19 anni. Crede nei progetti sull’acqua, ma chiede una valutazione pubblica e indipendente delle decisioni.

Ritratto immaginario di Robert Hayes, generato con IAIngrandisci

Robert Hayes

Ex lavoratore del settore bancario, ha 72 anni. Discute con il nipote i rischi delle nuove scelte economiche, portando l’esperienza di una lunga vita professionale.

Ritratto immaginario di Leilani Teva, generato con IAIngrandisci

Leilani Teva

Giovane oceaniana di 27 anni, ha perso la casa d’infanzia a causa del mare. Per lei considerare il rischio ambientale significa riconoscere un’esperienza vissuta.

Le comunità e le nuove generazioni

Ritratto immaginario di Chiara Rinaldi, generato con IAIngrandisci

Chiara Rinaldi

Nel 2511 ha 17 anni. Suona la chitarra, studia geografia e rappresenta una nuova generazione che si domanda cosa significhi essere libera di partire o restare.

Ritratto immaginario di Samuel Mensah, generato con IAIngrandisci

Samuel Mensah

Meccanico agricolo di 24 anni. Desidera conoscere l’America e New York: il suo progetto di vita non si esaurisce nella sicurezza del lavoro.

Ritratto immaginario di Fatima Ndiaye, generato con IAIngrandisci

Fatima Ndiaye

Infermiera di 27 anni, vuole andare a Bologna per una formazione specialistica. La sua scelta mette in luce il diritto di studiare e decidere il proprio percorso.

Ritratto immaginario di Idris Traoré, generato con IAIngrandisci

Idris Traoré

Ha 20 anni e vuole dedicarsi alla musica. Domanda se una società possa offrire libertà anche a chi desidera un futuro diverso dai lavori disponibili nella propria comunità.

Ritratto immaginario di Aïssatou Diop, generato con IAIngrandisci

Aïssatou Diop

Lavora in un centro agricolo, ha 32 anni ed è madre di due figli. Vuole restare vicino alla famiglia, ai campi e alla scuola dei bambini: anche restare è una scelta.

Ritratto immaginario di Kofi Boateng, generato con IAIngrandisci

Kofi Boateng

Ha 17 anni e vive in una comunità agricola. Nel dialogo con Chiara esprime domande e incertezze sul futuro, senza avere ancora una strada definita.

Ritratto immaginario di Mariama Conteh, generato con IAIngrandisci

Mariama Conteh

Ha 17 anni e si trasferisce con la madre a Granaglione. L’amicizia con Chiara accompagna la ricerca di una nuova casa e di un senso di appartenenza.

Ritratto immaginario di Adama Conteh, generato con IAIngrandisci

Adama Conteh

Madre di Mariama, accompagna la figlia nel trasferimento a Granaglione. Il suo ruolo lega la storia familiare al cammino verso una nuova comunità.

Ritratto immaginario di Luce Bardi, generato con IAIngrandisci

Luce Bardi

Presenza del mercato e della comunità dell’Appennino. Gli incontri e gli scambi quotidiani mostrano attraverso di lei il valore dei legami tra le persone.

Ritratto immaginario di Viktor Lindqvist, generato con IAIngrandisci

Viktor Lindqvist

Voce critica nel dibattito sulla Carta comune. Chiede limiti alla concentrazione del potere e alle misure di emergenza, dando spazio al dissenso.

PREMI E CONCORSI LETTERARI

Le storie prendono nuove strade

Ogni concorso è un’occasione per condividere una storia, confrontarsi con nuovi lettori e continuare a crescere attraverso la scrittura.

Il Mondo che non c’è

PARTECIPAZIONE REGISTRATA · 2026

Premio letterario Antonianum

XXVII edizione · Sezione narrativa.

Opera proposta: Il giorno in cui caddero i confini, un racconto autonomo tratto da Il Mondo che non c’è, sui temi della pace, della solidarietà e di un futuro senza confini e disuguaglianze.

Partecipazione ufficialmente registrata l’11 ottobre 2026. Codice opera: N086.

Porretta Terme

PARTECIPAZIONE CONFERMATA · 2026

Nefelismos

III edizione speciale.

Oltre i confini, un testo ispirato al percorso narrativo de Il Mondo che non c’è e alla nascita dell’idea di un futuro senza confini.

La redazione ha confermato la completezza dell’invio.

Gli esiti dei premi saranno aggiunti quando comunicati.

INTERVISTE ALL’AUTORE

Le domande dietro il futuro

Due dialoghi con Girolamo Papagni sulle origini e sulle idee de Il Mondo che non c’è.

Girolamo Papagni, fotografia fornita dall’autore

INTERVISTA 1 · 16 DOMANDE

Come nasce un mondo possibile

Il futuro, l’utopia, l’esperienza personale e il ruolo dell’intelligenza artificiale.

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1. Perché ha scelto il titolo Il mondo che non c’è?

È un mondo impossibile o un mondo che potremmo ancora costruire?

Avrei potuto raccontare un mondo completamente diverso dal nostro, dominato dalla tecnologia, con alieni, dischi volanti, UFO e guerre stellari. Ma quella sarebbe stata fantascienza. Io, invece, ho voluto immaginare un mondo quanto più possibile reale. Un mondo che oggi non c’è, certo, ma che non è impossibile. È un mondo che, se lo volessimo davvero, potremmo ancora costruire.

2. Quanto c’è, in quel futuro, della sua esperienza personale?

Nel libro c’è sicuramente molto della mia esperienza personale. Ci sono i luoghi in cui ho vissuto e che conosco, ma anche la mia esperienza nel mondo del lavoro e quella sindacale. Non ho voluto immaginare un futuro astratto: sono partito dalla realtà che conosco per chiedermi come potrebbe diventare questo stesso mondo tra quasi cinquecento anni.

3. Qualcuno potrebbe dirle che è una bella utopia, ma che gli esseri umani non cambieranno mai. Cosa risponde?

Utopia? Sicuramente. Ma dire che gli esseri umani non cambieranno mai forse non è vero. Pensiamo a come vivevamo nel Medioevo e a come viviamo oggi. La società è cambiata, sono cambiati i diritti, il lavoro, la scienza e il nostro modo di vivere. Allora perché dovremmo credere che da qui al 2500 non possa cambiare ancora?

4. Non teme che qualcuno possa leggere il romanzo come un libro politico?

C’è questo rischio, ma non lo temo. Se qualcuno, leggendo il libro, potesse prendere spunto da qualche idea, certamente non mi dispiacerebbe. Credo che dobbiamo cercare di abolire le guerre, superare i confini e costruire un mondo più umano, più vicino alle persone e meno al denaro e alle cose. Certamente è un’utopia. Ma fa bene anche sognare, no?

5. Perché scrivere proprio adesso un romanzo ambientato quasi cinquecento anni nel futuro?

Avrei potuto scrivere del passato, ma sarebbe stato troppo semplice. Del passato abbiamo tutti i riferimenti di una vita vissuta. È molto più difficile provare ad avere idee e proiettarle nel futuro. Mi sono fatto aiutare a stendere il racconto, ma le domande, le idee e la visione di quel mondo sono mie. E fra quasi cinquecento anni, vuoi davvero che qualcosa di quello che ho immaginato non esista?

6. Quanto ha scritto lei e quanto l’intelligenza artificiale?

Questo è un problema aperto. C’è chi dice sì, c’è chi dice no. Sulla questione generale lascio il punto interrogativo. Però le domande sono mie, le idee sono mie, le scelte sono mie. L’intelligenza artificiale mi ha aiutato a trasformarle in un racconto. Se mi chiedete se riconosco questo libro come mio, la risposta è sì.

7. E a chi sostiene che il vero scrittore sia l’intelligenza artificiale?

Nel 2010 ho contribuito a scrivere Il libero lavoratore. All’epoca l’intelligenza artificiale, così come la utilizziamo oggi, non c’era. Avrei potuto scrivere anche questo romanzo senza IA: probabilmente avrei impiegato molto più tempo e mi sarei dovuto cimentare di più nella stesura. L’intelligenza artificiale mi ha aiutato. Non ha avuto le idee al posto mio.

8. Perché portare nel 2500 luoghi che appartengono alla sua vita?

Le domande nascono dal vissuto di ogni persona, e il vissuto è fatto anche dei luoghi nei quali siamo stati. Ma non credo di averlo fatto per lasciare qualcosa di me nel futuro. Forse ho cercato di lasciare qualcosa di diverso: non me stesso nel futuro, ma le mie domande sul futuro.

9. Quale domanda vorrebbe che restasse al lettore dopo l’ultima pagina?

Quella della prefazione: il mondo del futuro sarà soltanto quello che ci capiterà di trovare, oppure qualcosa che possiamo cominciare a immaginare — e forse a costruire — già oggi? Se il lettore continuasse a farsi questa domanda, per me il romanzo avrebbe già raggiunto il suo scopo.

10. Se potesse incontrare gli uomini e le donne del 2500, cosa chiederebbe loro?

Chiederei: «Voi come vedete il futuro tra altri cinque secoli?». Perché credo che ogni generazione debba continuare a interrogarsi sul futuro. Nel 2500 comincerebbero le domande sul 3000.

11. Da dove bisognerebbe cominciare oggi per avvicinarsi al mondo che immagina?

Comincerei dalle disuguaglianze. Se stessimo tutti bene, o almeno se tutti avessimo la possibilità di vivere dignitosamente, probabilmente avremmo molta meno paura dell’immigrazione, delle quote, dei confini e dei barconi che arrivano.

12. Se tutti devono stare bene, i più ricchi devono accettare di avere meno?

La mia generazione è cresciuta anche con poco. Avevamo meno cose di quelle che abbiamo oggi e a volte abbiamo conosciuto gli stenti, ma questo non significa che fossimo meno felici. Forse non dobbiamo immaginare un futuro nel quale tutti abbiano sempre di più, ma un futuro nel quale nessuno abbia troppo poco.

13. Perché un ragazzo di vent’anni dovrebbe interessarsi al 2500?

Gli risponderei: «Neanch’io ci sarò». Ma il mondo che racconto serve ad aiutarci a immaginare un mondo diverso e forse a tornare a sognare, in un tempo in cui si sogna poco.

14. Perché, nel finale, riportare il lettore dal 2500 al presente?

Perché il futuro non esiste senza un presente.

15. Dopo aver finito il romanzo era più ottimista o più pessimista?

Sicuramente più ottimista, perché è stato quasi difficile uscire da quel sogno e tornare dal futuro al presente. Quel mondo aveva cominciato, in qualche modo, a sembrarmi possibile.

16. Se fra cinquecento anni qualcuno trovasse il libro, cosa vorrebbe che pensasse di noi?

Vorrei che pensasse: «Cercavano di essere migliori, senza riuscirci». Ma almeno ci provavano.

Girolamo Papagni, fotografia fornita dall’autore

INTERVISTA 2 · 16 DOMANDE

Le idee del romanzo

Pace, democrazia, lavoro, Europa e libertà: sedici domande sulle scelte del futuro.

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1. Nel suo romanzo immagina un mondo senza guerre e con confini sostanzialmente superati. Perché dovrei credere che nel 2500 l’uomo sarà diventato migliore?

Non è detto che nel 2500 l’uomo sarà diventato migliore. Potrebbero esserci ancora le guerre. Ma se, dopo altri cinquecento anni, l’umanità facesse ancora la guerra per risolvere i propri conflitti, per me sarebbe una vera sconfitta dell’uomo. Il mio libro non dice che quel mondo ci sarà. Si domanda se siamo capaci di costruirlo.

2. Perché Stati potentissimi dovrebbero rinunciare volontariamente alle armi e a una parte del proprio potere?

Forse gli Stati non lo farebbero. Ma potrebbe farlo il popolo, se fosse stanco delle decisioni dei leader mondiali e avesse davvero gli strumenti per far sentire la propria voce. È qui che entra in gioco l’idea della rete civica. Se tutti i cittadini del mondo potessero esprimersi direttamente sulla guerra o sulla pace, siamo proprio sicuri che sceglierebbero la guerra?

3. Anche i popoli possono essere nazionalisti o favorevoli alle guerre. Non è pericoloso affidarsi alla volontà popolare?

Non direi che il popolo sia infallibile. Anche il popolo può sbagliare. Ma credo che una persona veramente libera di pensare, non condizionata dalla propaganda o dalla paura, davanti a una scelta reale tra guerra e pace sceglierebbe la pace. Prima delle ideologie siamo persone.

4. Chi garantisce che la rete civica sia davvero libera e non diventi una dittatura tecnologica?

Se la tecnologia rimane sotto il controllo di pochi, il rischio esiste. Ma la tecnologia è uno strumento: dipende da chi la controlla e da come viene utilizzata. Nel mondo che immagino non dovrebbe essere la tecnologia a controllare i cittadini, ma i cittadini a controllare democraticamente gli strumenti tecnologici e chi li gestisce. La tecnologia dovrebbe servire la democrazia, non sostituirla.

5. Nel romanzo attribuisce grande importanza al lavoro e ridimensiona la finanza. Non sta semplicemente portando nel 2500 le convinzioni maturate nella sua vita?

Vorrei fare io una domanda: quale operaio viene pagato per la sua finanza e quale per il lavoro che svolge? Sì, nel libro c’è anche la mia esperienza di lavoratore e sindacalista. Ma non credo che riconoscere il valore del lavoro sia un’idea del passato. Anche nel 2500 dovremo chiederci se vogliamo un’economia al servizio delle persone o persone al servizio dell’economia.

6. Senza capitale, investimenti, banche e finanza molte imprese non nascerebbero. Non rischia di contrapporre lavoro e finanza?

Un tempo era soprattutto la politica a determinare le grandi scelte economiche e finanziarie. Oggi, molto spesso, sembra avvenire il contrario. Io non penso a un mondo senza economia o senza strumenti finanziari. Penso a un mondo nel quale tornino a essere strumenti al servizio della società e non siano loro a determinarne le scelte.

7. Nel romanzo immagina credito pubblico senza interessi. Chi dovrebbe sopportare costi e rischi?

Pensiamo all’Europa. Tra Paesi che hanno scelto di stare insieme, secondo me, non dovrebbe prevalere sempre l’interesse economico del singolo Stato, ma un principio di solidarietà. Nel libro provo ad allargare questo principio oltre i confini europei: collaborare e scambiare ciò che serve senza pensare che qualcuno debba necessariamente guadagnare dalla difficoltà dell’altro.

8. Se l’Europa di oggi fatica a mettersi d’accordo, non è ingenuo immaginare che un giorno possa collaborare l’intero pianeta?

Forse il problema è proprio che continuiamo a parlare di tanti Paesi che devono mettersi d’accordo. Se esistessero davvero gli Stati Uniti d’Europa, molte questioni diventerebbero problemi comuni. Ma allora mi chiedo: perché non ci siamo arrivati? E soprattutto: abbiamo mai chiesto veramente ai popoli europei se vogliono costruire un’Europa politica comune?

9. Se un referendum europeo bocciasse gli Stati Uniti d’Europa, accetterebbe la decisione?

Sì. Io sono per il rispetto delle regole democratiche anche quando il risultato non coincide con le mie idee. Posso continuare a sostenere le mie convinzioni e cercare di convincere gli altri, ma non posso considerare democratica soltanto una decisione che piace a me. La democrazia vale soprattutto quando vince chi non la pensa come noi.

10. Perché far partire una storia mondiale proprio da Porretta Terme e non da una grande capitale?

Perché ciò che nasce nelle grandi metropoli è inevitabilmente influenzato dai grandi poteri, dagli interessi e dall’ambiente stesso di quei luoghi. Io volevo partire dalla periferia. Porretta, per me, rappresenta una specie di periferia che non è periferia. Perché una grande idea dovrebbe nascere necessariamente a Roma, Bruxelles o New York? Può nascere anche a Porretta Terme.

11. Nel suo mondo chi ha davvero il potere?

Il potere dovrebbe appartenere alla gente libera, al popolo. I partiti possono continuare a essere una forma di aggregazione delle idee. Il problema nasce quando, invece di essere strumenti attraverso i quali ascoltare la società, diventano soprattutto strumenti per farsi ascoltare. La politica dovrebbe tornare ad ascoltare prima di parlare.

12. Chi stabilisce quando una persona è veramente libera?

Siamo tutti influenzati da qualcuno o da qualcosa: famiglia, ambiente, politica, giornali, esperienze. Essere liberi non significa non avere influenze. La vera libertà comincia quando siamo capaci di ragionare anche diversamente dall’ambiente al quale apparteniamo. Essere liberi significa anche avere il coraggio di dire: «Su questo non sono d’accordo nemmeno con i miei».

13. Perché dovrei leggere Il mondo che non c’è come romanzo e non come programma politico?

I sentimenti non sono separati dal mondo nel quale viviamo. Come fai a innamorarti serenamente se sei in guerra? Come fai a provare affetto per il tuo vicino se ti hanno insegnato a considerarlo un nemico? Nel libro ci sono le grandi questioni, ma soprattutto le persone: incontri, amicizie, paure, affetti, musica, amori, partenze e ritorni. Le idee costituiscono il mondo nel quale vivono. Ma sono le persone a farne un romanzo.

14. Non ha avuto paura di costruire un futuro troppo perfetto?

Nel suo mondo esiste ancora il male? Credo che il male non sarà mai definitivamente sconfitto. Anche nel 2500 ci saranno problemi, conflitti ed egoismi. Ma questo non significa che dobbiamo arrenderci. Sta a noi cercare continuamente di migliorare le cose, quelle del presente e quelle che lasciamo al futuro. Forse il progresso consiste nel non smettere mai di contrastare il male.

15. C’è qualcosa del mondo nel quale è cresciuto che vorrebbe portare nel 2500?

Sarebbe bello poter incontrare nel futuro anche le persone che oggi non ci sono più. Mi piacerebbe conoscere il loro punto di vista sul tempo che hanno vissuto e sapere cosa penserebbero del mondo diventato così diverso dal loro. Ogni nuovo incontro può metterci in discussione, perché ognuno di noi è diverso dall’altro.

16. Se sapesse con certezza che nessuna delle grandi idee del libro si realizzerà mai, riscriverebbe il romanzo?

Lo lascerei esattamente così. Anzi, a maggior ragione. Se sapessi che quel mondo non si realizzerà, vorrei che il libro continuasse a esistere proprio per spronare le persone a ragionare sul perché non siamo riusciti a costruirlo. Un libro non deve necessariamente prevedere ciò che accadrà. Può anche aiutarci a domandarci che cosa vorremmo che accadesse.

APPROFONDIMENTI

Per continuare il viaggio

Le letture consigliate riportate nel libro: la storia dei luoghi e le domande sul futuro.

Sono suggerimenti di lettura, non un elenco delle fonti utilizzate per scrivere il romanzo. Gli ISBN identificano le edizioni indicate nel libro; altre edizioni possono avere codici differenti.

1. Per approfondire i luoghi e i fatti reali

Imola: lavoro, memoria e autodromo3 letture

Silvia Bettelli, Stefano Franceschelli e Girolamo Papagni

Copertina de Il libero lavoratore

Il libero lavoratore, 1950–2010. 60 anni di CISL vissuti a Imola

La Mandragora, 2010

Una lettura legata alle esperienze sindacali richiamate nell’epilogo.

ISBN 9788875862787

Massimo Montanari (a cura di)

La storia di Imola. Dai primi insediamenti all’ancien régime

La Mandragora, 2000

Per approfondire la storia della città.

ISBN 9788886123853

Enrico Mapelli (a cura di)

Imola 70. Settanta corse che hanno fatto la storia / Seventy historic races

Giorgio Nada, 2022

Per la memoria sportiva dell’autodromo.

ISBN 9788879118743

Modena: città e industria2 letture

Paolo Golinelli

Breve storia di Modena

Pacini, 2011

Un percorso nella storia della città.

ISBN 9788863152906

William Dozza e Massimo Misley

Fiat trattori. Dal 1919 ad oggi

Giorgio Nada, edizione aggiornata 2012

Per la storia delle macchine agricole e dei marchi ricordati nel racconto.

ISBN 9788879115582

Porretta, Pavana e l’Appennino4 letture

Edoardo Fassio

Soul City. Porretta Terme, il festival e la musica

Vololibero, 2017

Per il legame fra Porretta e la cultura del soul.

ISBN 9788897637837

Andrea Brentani, Katia Brentani e Simona Guerra

Bologna la golosa

Damster, 2015

Contesto per le tradizioni dolciarie del territorio.

ISBN 9788868102142

Katia Brentani

Bologna la dolce. Curiosando sotto i portici fra antichi sapori

Damster, 2011

Insieme a Bologna la golosa è segnalato nel libro per il contesto delle tradizioni dolciarie: i due volumi non sono monografie sul Tortino Porretta.

ISBN 9788895412269

Ariela Caruso e Renzo Zagnoni (a cura di)

Pavana: un millenario 998–1998. Atti della Giornata di studio di Pavana, 6 agosto 1998

Gruppo di studi alta Valle del Reno, Società pistoiese di storia patria e Comitato dei mille anni, 1999

Un approfondimento sulla storia della comunità. ISBN non verificato per questa edizione; ricerca consigliata nei cataloghi bibliotecari.

Manfredonia, Siponto e il Gargano3 letture

Caterina Laganara (a cura di)

Siponto. Archeologia di una città abbandonata nel Medioevo

Claudio Grenzi, 2011

Per la città antica incontrata durante la missione nel Gargano.

ISBN 9788884314031

Raffaele Licinio (a cura di)

Storia di Manfredonia, volume I: Il Medioevo

Edipuglia, 2008

Per la nascita e la storia medievale di Manfredonia.

ISBN 9788872285404

Marcello Mignozzi

Gigli di Francia, pietre del Gargano. L’apparato scultoreo del Santuario micaelico in età angioina: un’antologia critica

Posa, 2019

Uno studio specialistico sul santuario di Monte Sant’Angelo.

ISBN 9788894441826

San Giovanni Rotondo1 letture

Stefano Campanella

Il medico con le scarpe rotte. Biografia del «braccio destro di Padre Pio» nella realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza

Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, 2024

La vicenda di Guglielmo Sanguinetti e della nascita dell’ospedale.

ISBN 9788849902242

Dakar e Amman2 letture

Touring Editore

Senegal

Collana Routard Mondo, 2026

Una guida per conoscere il contesto geografico e culturale di Dakar.

ISBN 9788836585847

Jenny Walker e Paul Clammer

Giordania

EDT / Lonely Planet, decima edizione italiana, 2022

Una guida che comprende Amman e il suo territorio.

ISBN 9788859280255

2. Per continuare le domande del romanzo

Questi libri sono proposti per affinità di temi con il romanzo.

Democrazia, beni comuni e possibilità del futuro5 letture

Rutger Bregman

Utopia per realisti. Come costruire davvero il mondo ideale

Feltrinelli, 2017

Per interrogarsi su proposte sociali che sembrano lontane dalle abitudini del presente.

ISBN 9788807173257

Colin Crouch

Postdemocrazia

Laterza, collana Economica, 2005

Per riflettere sul rapporto fra partecipazione democratica e concentrazione del potere.

ISBN 9788842076728

Elinor Ostrom

Governare i beni collettivi

Marsilio, 2006

Per approfondire le forme di gestione condivisa delle risorse.

ISBN 9788831790512

Amartya Sen

Lo sviluppo è libertà. Perché non c’è crescita senza democrazia

Mondadori, collana Oscar saggi, 2020

Per il rapporto fra economia, libertà e possibilità concrete delle persone.

ISBN 9788804732044

Zygmunt Bauman

Stranieri alle porte

Laterza, collana Economica, 2018

Per riflettere sulle paure e sulle responsabilità legate alle migrazioni.

ISBN 9788858132197

Memoria, luoghi e voce narrativa1 letture

Francesco Guccini

Dizionario delle cose perdute

Mondadori, collana Oscar bestsellers, 2013

Una lettura sul tempo, sugli oggetti quotidiani e sulla memoria dei luoghi.

ISBN 9788804626060

La disponibilità delle edizioni può cambiare. Per trovare i volumi puoi usare titolo, autore e ISBN nei cataloghi delle biblioteche o delle librerie.

08 / COMMENTI

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